Abitare in Bolognina

La Bolognina è uno dei rioni storici di Bologna. Amministrativamente parte del quartiere Navile, è situata nell’immediata periferia nord della città, immediatamente alle spalle della stazione ferroviaria centrale.

Cenni storici

Storicamente ricordato come un quartiere operaio, Bolognina nasce in seguitoal piano regolatore cittadino del 1889. La sua vocazione manifatturiera è dovuta soprattutto alla vicinanza con la stazione, che favorisce lo sviluppo di aziende legate alla meccanica e alla costruzione di materiale ferroviario. Assieme alle aziende si cominciano a costruire gli alloggi per gli operai e i ferrovieri, che andranno a costituire il tessuto sociale della zona: una vera e propria comunità che – oggi come allora – è caratterizzata per la profonda unione e condivisione.
Durante la seconda guerra mondiale, il quartiere fu teatro di scontri tra le truppe nazifasciste e i partigiani bolognesi, tra cui la famosa “Battaglia della Bolognina” combattuta il 15 Novembre 1944: durante un rastrellamento da parte di un ingente numero di truppe appartenenti alle SS e alle milizie repubblicane, venne individuata una base partigiana in un palazzo di Piazza dell’Unità in cui si erano asserragliati 17 partigiani appartenenti alla 7a GAP (Gruppo di Azione Patriottica), reduci dalla battaglia di Porta Lame. Lo scontro a fuoco che ne scaturì durò poco più di un’ora e una decina di partigiani vennero uccisi o feriti.

Data la natura fortemente operaia e popolare del quartiere, non meraviglia che sia stata una delle roccaforti del Partito Comunista e importante teatro di scioperi e rivolte (e conquiste) sindacali durante gli anni ’70. La “rossa” Bolognina è, il 12 Novembre 1989, il luogo scelto dall’allora segretario del Partito Comunista Italiano (PCI) Achille Occhetto per annunciare – durante le celebrazioni per il 45° anniversario della battaglia di Porta Lame – quella che verrà ricordata come “La svolta della Bolognina”, il primo passo del processo che porterà allo scioglimento del PCI e alla nascita del Partito Democratico della Sinistra (PDS).

Arte e Cultura

Negli ultimi anni la Bolognina è soggetta a grandi e profondi interventi di riqualificazione atti a valorizzare il territorio e a creare valore dalla multiculturalità.
Grazie anche al costante sforzo dei cittadini e delle associazioni, la Bolognina offre ai suoi visitatori numerose occasioni di crescita culturale e di confronto con la nostra memoria storica.
Oltre al bellissimo memoriale della Shoah, sorto nella nuova piazza tra via Carracci e il ponte di via Matteotti nel 2016, in questo quartiere trova il suo spazio il Museo per la Memoria di Ustica, con l’installazione permanente dell’artista francese Christian Boltanskiche circonda i resti del DC9 abbattuto il 27 giugno 1980 mentre si dirigeva verso l’aeroporto di Palermo. Realizzato grazie al contributo e alla fortissima determinazione dell’Associazione dei Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, il museo è un luogo unico, uno tra gli spazi museali più interessanti ed emotivamente coinvolgenti della città di Bologna e, forse, dell’intera penisola.

Oltre agli spazi museali “classici”, in Bolognina, quartiere in continua evoluzione e trasformazione, non mancano spazi “non convenzionali”, che permettono al visitatore di sperimentare nuove modalità di fruizione. Uno degli esempi più lampanti è il Mercato Albani, portato avanti dall’associazione culturale Serendippo e sostenuto dal Quartiere Navile e dai commercianti del Mercato. Lo scopo del progetto è di “creare un contenitore reticolare che riunisca artisti, commercianti e cittadini al fine di stabilire un rapporto capillare tra arte contemporanea e città”. Il Mercato Albani è una galleria d’arte contemporanea a cielo aperto, che si propone di affiancare e supportare tutti i progetti nascenti che stanno facendo di quel mercato un luogo di incontri in grado di innescare processi di crescita, di scambio e di riappropriazione empatica e consapevole dello spazio urbano.

E, parlando di arte e spazi urbani, non possiamo non menzionare le numerose opere Street Art, che abbelliscono le facciate di alcuni palazzi del quartiere ad opera di artisti di livello internazionale come Blu, Daim e Eron.

In Bolognina troviamo anche il primo teatro di proprietà pubblica destinato ai bambini e adolescenti: il Teatro Testoni, la cui programmazione, che abitualmente coincide con l’anno scolastico, prevede circa duecento spettacoli. Le rappresentazioni sono destinate alle scolaresche durante i giorni feriali, mentre nel fine settimana gli spettacoli sono aperti al pubblico delle famiglie. Oltre alle recite, presso il teatro vengono organizzati laboratori di recitazione e mostre d’arte rivolte espressamente al pubblico più giovane.

Tessuto urbano e sociale

Fin dalla sua fondazione il quartiere della Bolognina è formato da una comunità dalla forte impronte multiculturale: la prima ondata migratoria è avvenuta all’inizio del ‘900, quando i lavoratori delle città emiliane lasciavano le città di provincia e le zone rurali attirati dal lavoro industriale offerto dalle nuove fabbriche sorte nel quartiere, poi ancora nel secondo dopoguerra, quando a spostarsi verso il nord furono i meridionali, fino ad arrivare ad oggi, con i migranti provenienti dall’estero, che costituiscono una delle nuove sfide per l’assetto urbanistico e sociale del quartiere.

Parte importante di questa sfida all’integrazione, di trasformare le criticità dovute alla presenza di un numero consistente di migranti in opportunità di crescita sociale e culturale, sono i numerosi interventi infrastrutturali volti alla riqualificazione e allo sviluppo del quartiere, che ne stanno modificando l’assetto. Dopo la realizzazione della stazione per l’alta velocità e la riapertura del fronte della stazione su via Carracci, è la volta degli interventi dedicati alla riqualificazione dell’ Mercato Navile e delle aree dismesse, come ad esempio la ex-Manifattura Tabacchi, sede designata per la realizzazione del Tecnopolo, un centro per l’innovazione e la sperimentazione che rientra nella strategia regionale per la ricerca industriale e il trasferimento tecnologico e che fa parte anche del Piano Strategico Metropolitano di Bologna. Il progetto prevede l’insediamento, all’interno di questi spazi, di istituzioni e laboratori di ricerca attivi su diverse piattaforme tecnologiche e, nel 2019, ospiterà il data center del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts – ECMWF).

Piano di riqualificazione del territorio

Il piano di riqualificazione del territorio prevede inoltre la creazione di spazi dedicati all’aggregazione e all’attività sociale, come il Parco Lineare, una rete di percorsi ciclabili attrezzati e verdi che collegano fra loro gli spazi e le attrezzature pubbliche del quartiere, e l’ Happy Center, un “laboratorio di comunità” gestito dalla cooperativa Piazza Grande, dove si lavora con le persone senza dimora per dare un senso al tempo di vita e sprigionare le capacità personali degli individui. Ultima, in termini di tempo, è stata realizzata una sede del supermercato Eurodespar, con un progetto di elevato design.

A dare ancora più concretezza alla riqualificazione del quartiere ci sono inoltre gli interventi di edilizia privata, tra cui i più consistenti - sia in termini di superficie, sia in termini di qualità architettonica - quelli insediati nelle ex aree industriali ormai dismesse Patini ferro, Bologna motori, COMAT, ovvero P-House e P-Tower. I due progetti, voluti e realizzati dall’ecclettico imprenditore Paolo Pazzaglia, sviluppano circa 150 unità immobiliari ad uso residenziale. P-Tower, posto sul mercato, sta riscontrando un elevato apprezzamento sia per la qualità estetica del progetto, realizzato dallo studio dell’Arch. Fabio Conato, sia per la dotazione tecnologica. Tali caratteristiche rendono gli appartamenti di P-Tower delle residenze a consumi ridottissimi, condizione ormai imprescindibile per chi cerca una casa di qualità. I progetti hanno riscosso un tale successo che Pazzaglia ha pensato di doppiare, ovvero è già in corso di costruzione P-House2 ed entro fine 2018 partirà anche il cantiere per la nuova P-Tower2, composta da 16 piani per circa 40 nuovi bellissimi appartamenti.

Grazie a questi numerosi interventi la Bolognina sta vivendo un costante processo di gentrificazione*, con la migrazione delle classi sociali benestanti attratte dal fermento culturale e dalle nuove possibilità offerte dagli interventi di riqualificazione del territorio.

(*) gentrificazione: Trasformazione di un quartiere popolare in zona abitativa di pregio, con conseguente cambiamento della composizione sociale e dei prezzi delle abitazioni.

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